I Certificates
Cosa sono, struttura, emissione e volatilità
I Certificates sono strumenti che permettono di investire in maniera alternativa sui mercati azionari, valutari e delle materie prime. I certificati di investimento sono contratti cartolarizzati stipulati con emittenti e rientrano nella categoria dei derivati.
Cosa sono i derivati:
I derivati in linea generale sono contratti il cui prezzo deriva dal valore di un altro strumento finanziario definito sottostante:
Sono contratti che vengono utilizzati per scopi di copertura o per finalità di trading
Sono quotati su mercati finanziari anche se la maggioranza viene scambiata tra gli operatori, fuori mercato, ovvero OTC ( Over The Counter)
Tra i principali contratti derivati figurano i Futures e le opzioni.
Processo di strutturazione ed emissione sul mercato dei Certificates da parte degli emittenti
STRUTTURA
I certificates sono costituiti da strategie in opzioni, studiate per permettere all’investitore di beneficiare di protezione dai ribassi, flusso cedolare o ottimizzazione dei rendimenti.
Sono strumenti a gestione passiva che nella loro forma più semplice, replicano fedelmente l’andamento del sottostante, ad esempio di un indice di riferimento. Tale replica è generata attraverso un processo che non prevede la facoltà per il gestore di effettuare scelte di investimento.
La forma strutturata consente di beneficiare di protezione del capitale, flussi periodici cedolari e qualsiasi altra opzione accessoria alla replica lineare del sottostante; i certificati a differenza dell’investimento diretto in titoli azionari, non danno diritto ai dividendi distribuiti dal sottostante stesso.
L’investitore in azioni ha il diritto a percepire per la quota di azioni possedute, un dividendo, ovvero una porzione di utili che la società produce;
Se la società di cui si è azionista genera più utili del previsto, può decidere di incrementare il dividendo ordinario o di erogarne uno di carattere straordinario. Quando viene pagato il dividendo agli azionisti, il valore di mercato dell’azione diminuisce dell’importo esatto del dividendo attribuito.
Il dividendo è un reddito definito di capitale, ovvero viene tassato alla fonte nella misura del 26%. Altro discorso riguarda i certificates, i quali Hanno natura giuridica di titoli al portatore e non prevedono alcun diritto alla consegna dei titoli o altri valori sottostanti, conferendo il diritto di ricevere, al momento dell’esercizio dell’opzione, il pagamento di un importo legato all’andamento del sottostante non si ha quindi diritto al dividendo staccato dai titoli.
Il dividendo ovviamente non si perde, ma viene utilizzato dall’emittente per finanziare l’acquisto delle opzioni sul mercato e permettere al certificato di generare una performance differente da quella del sottostante. Avviene quindi uno scambio tra il dividendo e le opzioni, che porta evidenti benefici agli investitori in certificates, quando i mercati viaggiano in direzione laterale o ribassista.
E’ importante per fornire una struttura efficiente, che l’emittente di certificates valuti l’impatto economico dei dividendi sul prezzo dei titoli selezionati; dato che In assenza di dividendi, è costretto a rivedere le caratteristiche del certificato e in questo caso ad alzare la barriera che protegge da un rialzo/ribasso del sottostante che inserisce all’interno del certificato.
EMISSIONE
L’emissione di un certificato avviene solamente dopo che è stato determinato un valore imprescindibile per il calcolo del payoff a scadenza e per il posizionamento di tutti i livelli caratteristici, tale valore è identificato nello strike price.
Lo strike price è tecnicamente il prezzo di esercizio di un’opzione e nei certificati corrisponde al cosiddetto «fixing iniziale del sottostante» Il fixing iniziale del sottostante viene stabilito nella data di osservazione prevista da prospetto e salvo rare eccezioni, corrisponde al prezzo di chiusura ufficiale del sottostante.
Lo strike price è fondamentale per la vita del certificato in quanto è da tale valore che vengono poi fissati i livelli caratteristici quali le «barriere», i «cap», i «trigger autocallable»
A titolo di esempio, se un certificato presenta all’emissione una barriera al 50% dello strike, si potrà individuare il suo posizionamento solo una volta che è stato determinato il livello strike.
Una volta fissato lo strike price iniziale , ovvero il «fixinginiziale del sottostante» , e i relativi livelli barriera, cap e autocallable, questi non potranno mai cambiare durante la vita del certificato; Solamente in caso di operazioni straordinarie sul capitale, le c.d. corporate actions ( aumento di capitale gratuito o a pagamento, scissione, o raggruppamento societerio) si procede alla rettifica dei valori strike.
La rettifica verrà poi attuata con il principio di equivalenza finanziaria, mediante un coefficiente (k) che l’Idem (Italian Derivatives Market) comunica per i contratti di opzione, futures e dividend futures su azioni.
VOLATILITÀ
La presenza di barriere nel certificato fa sì che l’eventuale aumento della volatilità produce un incremento della probabilità di toccare le barriere stesse e quindi di perdere la protezione del capitale prevista all’emissione, nel caso le barriere siano previste inferiori allo strike price iniziale, incidendo sensibilmente sul prezzo dei certificati.
MERCATI DI
NEGOZIAZIONE
Sono negoziati su Borsa italiana e su EURO tlx, mercati finanziari in cui il ruolo del market maker è quello di garantirne la liquidità e la liquidabilità.
-Liquidità e liquidabilità:
I titoli azionari , cosi come quelli obbligazionari, sono soggetti al rischio di liquidità e la domanda e offerta condizionano il prezzo di liquidazione.
Quando c’è molta offerta, i prezzi tendono a scendere anche considerevolmente, incrementando cosi il rischio di liquidità
Per i certificati, invece, il prezzo non risente della domanda o dell’offerta. In quanto strumenti derivati, infatti, assumono un prezzo sulla base dell’andamento del sottostante e delle variabili. E’ pertanto necessario considerare che anche a fronte di una bassa liquidità, è fondamentale che per i certificati venga garantita la liquidabilità, da parte del market maker
-Il ruolo del market maker:
Per gli strumenti finanziari quotati su un mercato di negoziazione è prevista la figura di un operatore specializzato che fornisce liquidità; L’intermediario specializzato che si propone sui mercati su base continua, negoziando in acquisto e vendita si definisce market maker.
Il market maker può operare sia sul mercato azionario sia su quello dei derivati ed Il guadagno è rappresentato dal differenziale di prezzo tra la proposta di acquisto e quella di vendita ( spread ).
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